ADAMO CAFFE' 2025 - TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI
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Rivoluziona la tua idea di caffè!
La qualità non cercarla tra i prodotti di massa, scegli un caffè artigianale tostato a legna.
Il nostro metodo assicura un livello qualitativo inarrivabile per la produzione di tipo industriale.
I nostri prodotti sono miscele pregiate scelte fra le migliori Coffea Arabica e Robusta al mondo.
La buona tostatura come si faceva una volta per restituire al caffè il suo sapore più autentico.
Grazie all’esperienza di chi lavora il nostro caffè abbiamo recuperato l’antica tecnica della tostatura a legna.
Un processo che dona al caffè un sapore unico ed un profilo sensoriale incomparabile.
La nostra passione per il caffè si riflette nella qualità dei nostri prodotti e nella dedizione con cui lavoriamo ogni giorno per garantire la massima soddisfazione ai nostri clienti.
LE 5 QUALITÀ DEL CAFFÈ ARTIGIANALE CHE LO RENDONO PREFERIBILE
A QUELLO DELLA GRANDE DISTRIBUZIONE
MATERIA PRIMA SELEZIONATA CON CURA
ATTENZIONE PER UN PRODOTTO PIÙ FRESCO
PRODUZIONE SEGUITA IN OGNI SUA FASE
RESPONSABILITÀ ED ETICITÀ MAGGIORE
UN CAFFE' DAL SAPORE INIMITABILE



Partiamo con il dire che quando parliamo di “artigianale” e di “industriale” ci riferiamo al processo di tostatura vero e proprio, ossia la fase più delicata della filiera del caffè, che coinvolge mutazioni chimico-fisiche del chicco crudo, per portarlo a sviluppare il suo profilo aromatico al meglio per poterlo estrarre una volta cotto.
Il caffè prima di arrivare al torrefattore attraversa diverse tappe: la coltivazione, la lavorazione dei chicchi crudi, l’essiccazione degli stessi ed il trasporto.
Per avere un buon prodotto estratto, come è facile immagine, serve un buon prodotto di partenza, come in tutto nella vita! Nel caso del caffè questo significa chicchi senza difetti fisici, il più possibile omogenei come densità e grandezza, con un ampio ventaglio aromatico pregiato e senza eventuali note negative all’olfatto o al gusto, come sentori di gomma, muffa, catrame, cenere, ecc. Se i chicchi superano tutte queste prove e non mostrano difetti, oltre ad un ottimo profilo gustativo, allora la materia prima è di qualità.La scelta della materia prima da acquistare varia molto a seconda che si tratti di una grossa multinazionale o di un piccolo torrefattore. Il piccolo artigiano, come già citato all’inizio, ha amore, passione e conoscenza per il proprio lavoro. Il suo obiettivo principale è poter fare del suo meglio per offrire una tazzina che sorprenda i propri clienti.
La priorità quindi non è la quantità di caffè venduto, ma la sua costante ed elevatissima qualità.
Di conseguenza tende ad acquistare microlotti di caffè più pregiati e certificati.
Invece l’industria non sempre ha come priorità la qualità, ma la quantità, dovendo giustamente sostenere una struttura organizzativa imponente.
E se ci riflettete bene, non è così solo per il caffè, ma la regola vale per qualsiasi prodotto, bene o servizio presente sul mercato.

Dalla piantagione alla tazzina: storia di un chicco di caffè
Vi vogliamo raccontare come nasce la bevanda più famosa al mondo: il caffè.
Tutto comincia dalla drupa di caffè ossia il frutto, di piccole dimensioni di colore giallo o rosso e con una polpa dolciastra e zuccherina all'interno.
La maggior parte del frutto è costituita dal nocciolo, che liberato dal pergamino, la pellicola coriacea che lo avvolge, diventa il vero chicco di caffè.
IL RACCOLTO
Il raccolto di questo frutto può essere svolto con tre metodologie differenti:
Stripping: La raccolta a strappo consiste nello strappo simultaneo di tutte le drupe di caffè da un ramo ed è un procedimento molto delicato perché è necessario individuare il momento giusto per eseguire la raccolta.
Picking: La selezione manuale che prevede la raccolta esclusivamente dei frutti del caffè maturi.
E' una tecnica di coltura nelle regioni particolarmente piovose con parecchie fioriture durante l'anno.
La raccolta meccanica: Diffusa soprattutto in Brasile e alle isole Hawaii, consiste nello scuotimento dei rami della pianta del caffè attraverso l'utilizzo di macchine specializzate e in continuo aggiornamento.
LA LAVORAZIONE
Affinché la lavorazione del caffè avvenga nel migliore dei modi e il risultato sia eccellente è necessario che inizi il giorno stesso, così da diminuire il rischio di contaminazione.
La lavorazione del caffè si divide in:
Lavorazione naturale o a secco: Questo tipo di lavorazione prevede che le drupe di caffè vengano essiccate naturalmente, esponendole al sole in aia o su rastrelliere o anche con essiccatori meccanici;
Lavorazione a lavaggio o in umido: Richiede che i frutti del caffè siano stati prima selettivamente divisi tra maturi e immaturi. Successivamente a questo passaggio, le drupe mature iniziano il processo di spolpamento e rimozione della mucillagine fino al lavaggio finale che permette loro di essere lavate e private da qualunque residuo di polpa.
Lavorazione naturale spolpata: Dagli anni 90', i produttori di caffè hanno iniziato ad utilizzare un altro metodo di lavorazione chiamato naturale spolpato che si pone esattamente al centro tra quello a secco e quello in umido: le drupe vengono prima spolpate e poi portate all'essiccazione ancora avvolte dalla mucillagine.
IL PROCESSO DI TOSTATURA
Il processo di tostatura consiste nel portare i chicchi di caffè a temperature elevate per circa 20 minuti.
I chicchi di caffè verde si trasformano in chicchi friabili, leggeri, bruni e profumati. In questa fase si formano circa 800 sostanze responsabili del gusto e dell’aroma del caffè.
Durante le fasi di tostatura il chicco verde subisce delle trasformazioni chimiche molto importanti: in una prima fase cui inizia ad assumere un colore dorato e a propagarsi il profumo di tostato; nella fase successiva a seguito dell’aumento della temperatura esso diventa man mano più scuro e perde il 18-20% del suo peso. La sua densità diminuisce e comincia a perdere anidride carbonica (processo che continua anche nei giorni successivi la tostatura), fino ad aumentare il volume dei chicchi tostati che diventano più grandi.
Il grado di tostatura influenza il colore del caffè, oltre ad avere un ruolo fondamentale nel determinare le caratteristiche organolettiche della bevanda ottenuta. Infatti, fattori quali l’acidità e la corposità, aumentano o diminuiscono proprio in base al livello di torrefazione.
Quando si raggiunge il grado di tostatura ottimale si provvede immediatamente a raffreddare il caffè per evitare che continui la combustione. Il processo di raffreddamento ad aria è quello che garantisce i migliori risultati perché lascia gli aromi migliori e preserva il caffè da ogni traccia di umidità. Normalmente dopo la tostatura il caffè viene lasciato riposare per alcuni giorni in appositi silos prima di essere confezionato.
Il riposo e l’assaggio sono due momenti fondamentali nell’ambito del controllo qualità per assicurare al consumatore finale un caffè perfetto.
SEGUE UNA SEQUENZA DI IMMAGINI DELLE VARIE FASI, DALLA RACCOLTA ALLA TUA TAZZINA.









COFFEA ROBUSTA VS ARABICA: QUALI SONO LE DIFFERENZE ?
Innanzitutto, è bene sottolineare che sono le uniche specie di piante di caffè (che si possono trovare in natura) a essere coltivate per essere tostate e macinate. Pensate poi, che il caffè Robusta viene prodotto in quantità molto più notevoli rispetto alla qualità Arabica: parliamo di circa il 60/75% della produzione mondiale solo di Arabica.
Cos'è il caffè Arabica
Viene coltivata prevalentemente in America Latina, anche se le sue origini sono etiopi. La pianta, infatti, venne portata in Etiopia per poi essere insediata nelle zone montuose dello Yemen. In seguito, dopo il successo in Inghilterra, la coltivazione si diffuse soprattutto in Brasile, in Africa e Papua Nuova Guinea; da precisare che la Colombia, attualmente, produce solo chicchi di Arabica, mentre il Brasile e L'india coltivano sia Arabica che Robusta.
L'Arabica cresce nelle zone tropicali tra i 900 e i 2.200 metri sul livello del mare, con temperature non più alte di 20°; si tratta di una qualità più delicata rispetto alla varietà Robusta, dato che non sopporta la siccità, le piogge continue, il gelo o il forte vento.
Il chicco viene generato dal fiore bianco e dal conseguente frutto chiamato drupa che diviene rosso; una volta maturo; i preziosi semi si presentano quasi sempre in coppia, generalmente di un colore tra il giallo e il verde, con una forma tipicamente oblunga. I chicchi di Arabica tendono ad avere un gusto più dolce e morbido, con toni di zucchero, frutta e bacche, contrastato da un gusto vinoso che gli conferisce un'ottima acidità.
Cos'è il caffè Robusta
Si tratta della seconda specie di caffè più prodotta al mondo dopo l'Arabica, e costituisce il restante 30% della produzione mondiale di caffè. È stata scoperta nel XVIII secolo in Congo, e deve il suo nome alla sua particolare resistenza alle malattie e ai parassiti dovuta all’alto contenuto di caffeina e acidi clorogenici (antiossidanti naturali). Viene infatti coltivata ad altitudini più basse e a temperature più alte, cresce molto più rapidamente rispetto alle altre specie, è più economica ed è più facile da produrre grazie anche all'elevata tolleranza agli sbalzi di temperatura. Cresce in Brasile, in Africa e nel Sud-Est Asiatico.
Il profilo aromatico è caratterizzato da un gusto amaro o aspro, con note di legno, terra e un retrogusto di frutta secca e cacao. Inoltre, crescendo ad altitudini minori, il chicco della Robusta è meno denso, con spazi vuoti al suo interno che, in fase di tostatura, si riempiono di anidride carbonica, una delle responsabili principali della struttura cremosa. Inoltre, rispetto ai semi dell’arabica, la robusta presenta chicchi giallo bronzeo, più circolari e meno allungati.
Ecco le principali differenze tra varietà Arabica e Robusta:
Gusto: il caffè Arabica ha un gusto più dolce, delicato e fruttato, con qualche nota acida e aromatica. Si presenta come una crema compatta e, solitamente, viene considerata la qualità più apprezzata. Il caffè Robusta, invece, si presenta più amaro, forte e corposo, e meno aromatico a causa della maggiore caffeina e minor quantità di zucchero, con particolari note di terra e legno;
Caffeina: le varietà di gusto dipendono anche dalla quantità di caffeina. Il caffè Arabica contiene molta meno caffeina rispetto alla Robusta che ne contiene circa il doppio (ed ecco perché risulta più amara). Un chicco di Robusta, infatti, contiene circa il 2,7% di caffeina, quasi il doppio rispetto all’1,5% dell’Arabica;
Chicchi: i chicchi di caffè Robusta risultano più piccoli, rotondi e tozzi, con un solco centrale più lineare, mentre i chicchi di caffè Arabica sono più grandi, ovali e con un taglio centrale più curvilineo.
Provenienza e produzione: l'Arabica cresce a quote elevate, con piogge frequenti e terreni con un alto contenuto di minerali, possibilmente di origine vulcanica. Le aree in cui si coltiva maggiormente sono l’America meridionale, l’America centrale e l’Africa orientale. La Robusta, invece, risulta molto più resistente e facilmente adattabile; la maggior parte dei Paesi produttori si trova nell’Africa occidentale e in Asia, in particolare in Vietnam e Indonesia. Il maggiore produttore mondiale di Robusta è il Vietnam, mentre a produrre la maggior quantità di Arabica al mondo è il Brasile.

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